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Nelle produttrici di FUD la forza di tutte le donne che lavorano

8 Marzo 2022

Nelle produttrici di FUD la forza di tutte le donne che lavorano

8 Marzo 2022

Non c’è momento migliore della Giornata internazionale dei diritti della donna per raccontare la storia di donne che, con il loro impegno e la loro passione, hanno raggiunto importanti obiettivi in contesti ancora fortemente maschili. Attraversiamo tutta la Sicilia alla scoperta di sei storie al femminile, tutte diverse, tutte ugualmente uniche. Un piccolo accenno che speriamo vi faccia venire voglia di approfondirne la conoscenza.

“L’amore per la pietra: una questione familiare” – Magda Masano

Alle spalle di via Etnea, uno spazio accogliente e riservato di arte e creatività: è via San Michele dove, tra le botteghe e le opere di Demetrio di Grado, spicca Folk, il laboratorio creativo di Magda Masano.

Le creazioni di Magda caratterizzano tutti i locali di FUD: da Catania a Milano raccontano in un modo unico questo macrocosmo che è la Sicilia.

La sua storia è lunga e piena di avventure (leggere il suo blog vi aiuterà a capire un po’ meglio il suo spirito creativo), noi per necessità diremo solo che una volta imparata la tecnica dal nonno e dal padre, Magda ha creato nel 2011 Folk Lavastone per raccogliere le sue creazioni artigianali in pietra lavica, ma col tempo il progetto ha assunto nuove consistenze e si è diretto verso orizzonti sempre più ampi e nuovi.

“Confetture e legumi, un affare di famiglia” – Melania Manna

Insieme al fratello Angelo, Melania Manna, nel territorio di Leonforte in provincia di Enna, ha ridato valore alle proprietà di famiglia applicando scienza e innovazione all’agricoltura tradizionale e trasformando le eccellenze del territorio in prodotti di qualità competitivi sul mercato.

Legumi, marmellate e confetture e una storia fatta di riscoperte e tradizioni, come il recupero della lenticchia nera e la valorizzazione del riso siciliano (ne abbiamo parlato in un articolo di qualche anno fa). Le colline ennesi, infatti, sono davvero ricche di varietà autoctone, da qui l’intenzione di coltivare frutti e leguminose di nicchia, dall’alto valore storico. Una scelta ambiziosa e difficile, ma che col tempo si è rivelata vincente.

“Rispettare il vino come se fosse una persona. Una persona che si porta dietro un mondo, una storia, un’atmosfera” – Arianna Occhipinti

Partita da un piccolissimo appezzamento di terreno in affitto, affacciato sulla SP68, con strumenti di seconda mano Arianna è diventata nel tempo esempio di riscatto per un intero territorio. Una gestione completamente naturale, senza interferenze alcune, perché come scrisse Saint-Exupéry: “noi non ereditiamo la terra dai nostri avi, ce la facciamo prestare dai nostri figli”.

L’agricoltura di Arianna si basa sulla sostanza organica nei suoli e su un lavoro tutto manuale, dalla gestione della chioma alla raccolta. Ce l’ha raccontato lei in un intervista del 2019, la sua dedizione l’hanno portata ad essere per tutti “la natural woman del vino”.

La forza di una passione – Sandra Invidiata

Agronomo professionista con una grande passione per il territorio, Sandra Invidiata da oltre vent’anni produce formaggi biologici nel territorio di Collesano in provincia di Palermo.

La sua storia si incrocia con quella di Agron, figlio della crisi e della dittatura comunista che lo costringe a emigrare in Italia nel 1991, e insieme si impegnano con passione e sacrificio nella produzione casearia. Tanto che nel 2013 ottengono anche il Premio “Resistenza Casearia”.

Questo riconoscimento, assume un valore ancora più forte se si pensa quanto Sandra abbia faticato per gestire, senza supporto, un allevamento e una produzione casearia in un contesto quasi esclusivamente maschile.

“La diversità, un valore da tutelare” – Carla e Grazia Conti

A Tripi, nel cuore dei monti Nebrodi, due sorelle Carla e Grazia Conti Cotugno, proteggono la biodiversità della produzione di nocciole che caratterizza questo territorio. Tredici varietà autoctone ancora tutte da scoprire.

Senza cedere al fascino delle monocultivar, producono circa 500 quintali di nocciole ogni anno che vendono in modo autonomo. In un piccolo laboratorio sgusciano, essiccano e conservano il loro prodotto senza padroni né intermediari e alle fiere raccontano orgogliosamente delle loro nocciole che hanno il sapore della libertà.

“La qualità del prosciutto dipende dal benessere animale” – Luisa Agostino

Sempre sui monti Nebrodi, la famiglia Agostino, allevatori da generazioni che ha scelto di lavorare solo con razze indigene e che è riuscita nell’impresa di recuperare quella del suino nero dei Nebrodi che rischiava l’estinzione.

Luisa porta avanti con coraggio e determinazione l’attività raccontando al mondo le qualità del suino nero dei Nebrodi e allevando gli animali nel rispetto delle loro condizioni naturali; una scelta anticonformista e senza dubbio difficile, ma che mira ad un modo più sostenibile di fare impresa.

Le nostre produttrici tutti i giorni, con le loro imprese ordinarie e straordinarie, combattono contro gli stereotipi e le discriminazioni di genere perché EVRI DEI IS DE UOMAN DEI.

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