Angelo Manna e FUD: quando l’amicizia nasce da un SorRiso

15 janvier

Angelo Manna, l’agronomo giramondo che ha riscoperto l’antica tradizione del riso siciliano e salvato una varietà autoctona di lenticchie dall’oblio

Mio nonno coltivava grano nei suoi venticinque ettari a Leonforte e probabilmente anche suo padre e i suoi avi. L’agricoltura è rimasta sostanzialmente uguale a sé stessa per secoli. Oggi tocca a noi, nuove generazioni, ridare valore alla terra che abbiamo ereditato studiando e applicando la scienza e l’innovazione al campo e trasformando le nostre eccellenze del territorio in prodotti di qualità che possano essere attrattivi sul mercato.”

A guardarlo sulla cartina è poco più che un puntino eppure Leonforte, un piccolo paese in provincia di Enna, è da sempre un territorio agricolo molto fertile e rinomato. Qui si è sempre coltivato grano e seminativo ma anche pregiate qualità di legumi autoctoni e varietà di frutta molto saporite, che rischiavano però di scomparire soppiantate da altri tipi di colture più redditizie.

Angelo eredita l’azienda di famiglia e decide di studiare agraria a Catania, da lì comincia ad incuriosirsi ad alcune antiche culture siciliane ormai dismesse come la lenticchia nera di Leonforte.

Mio nonno si ricordava di questa lenticchia piccola e gustosa –racconta- che piantava nei suoi terreni così ho deciso di reimpiantarla. Non avevo però fatto i conti con la difficoltà di reperire i semi. Ho cercato per mesi qualcuno che me ne facesse avere anche solo un pugnetto ma era praticamente scomparsa. Quando stavo per perdere del tutto le speranze, scopro che un vecchietto ennese ne conservava un po’. Ne aveva solo 800 grammi, l’acquistai tutta e il primo anno abbiamo prodotto solo 4 quattro chili di lenticchie. Adesso è uno dei legumi più richiesti della nostra azienda.”

Ma la curiosità di Angelo non si ferma e una domanda gli frulla in testa: “Mi sono sempre chiesto come potesse essere possibile che uno dei piatti simbolo della nostra regione, l’arancino, fosse a base di riso ma in Sicilia non ci fosse traccia di questa coltivazione.”

Dopo lunghe ricerche, complice il contributo dello chef Carmelo Floridia, arriva la risposta: il riso veniva coltivato in Sicilia, soprattutto nella zona dell’ennese e nella piana di Catania e di Gela, fino a circa 150 anni fa ma venne abbandonato per via di un editto regio che vietava le culture acquitrinose vicino i centri abitati. Angelo era riuscito a risolvere il mistero, ora restava solo di riavviare la coltura di questo antico cereale.

Quando ho iniziato a piantare riso la gente mi prendeva per pazzo, adesso invece è un prodotto molto ricercato e anche altri agricoltori hanno intrapreso questa strada. In questo è stato fondamentale l’aiuto di Andrea Graziano con cui per diversi anni abbiamo organizzato una manifestazione che si chiamava ‘Sorriso Siculo’ in cui abbiamo chiamato tantissimi chef siciliani e non a confrontarsi con delle preparazioni in cui protagonista fosse il riso siciliano. Sono stati momenti molto belli in cui è nata una grande amicizia.”

Dopo quegli anni di sperimentazioni e feste l’amicizia è rimasta, Angelo oggi è uno dei produttori a cui siamo più legati: cosa sarebbe la nostra mitica CIS CHEIC senza la sua confettura di pesche di Leonforte?
Le confetture di pesche e di albicocche di Agrirape, l’azienda agricola e di trasformazione di Angelo, sono due ingredienti fondamentali per il successo di molti nostri dessert. Profumatissime e golose, dolci al punto giusto tanto che ne basta appena un cucchiaino sentire al palato il vero gusto della frutta.

Sono con Fud dall’apertura, è davvero bello fare parte di questa famiglia perché è un’azienda che rappresenta il lato migliore e positivo dell’imprenditoria siciliana. Andrea è un grande ricercatore di materia prima e non si fida delle apparenze. FUD è una bellissima vetrina, in Sicilia, in Italia e sicuramente presto anche all’estero. Lavorare in modo così assiduo con le marmellate per Fud mi ha dato la sicurezza di investire in ricerca e sviluppo, dedicarmi ai miei studi sulle antiche colture e riuscire a fare sempre meglio il mio lavoro.”

Angelo in realtà il suo lavoro lo fa già molto bene, oltre ad essere un agricoltore è infatti anche uno dei massimi esperti in Italia in trasformazione della frutta. Con il suo lavoro ha viaggiato moltissimo e ha insegnato al mondo a fare bene le marmellate.

Qualche tempo fa mi hanno chiamato per fare una consulenza sulla produzione di marmellate e confetture in Azerbaijan. Mi sono messo a ridere perché mi sembrava uno scherzo, quando ho capito che era tutto vero mi sono reso conto che non sapevo bene neanche come si scrivesse quel lontano paese dove stavo andando ma è stata un’esperienza meravigliosa!”

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