Ale Giorgini per FUD

7 décembre 2020

Ale Giorgini per FUD

7 décembre 2020

Ale Giorgini, stile inconfondibile, un profilo da più di 47 mila follower e la voglia di trovare il tempo per rallentare. Ha iniziato a disegnare da bambino e « non ha più smesso », per FUD ha realizzato una speciale versione del Parmigiana Burgher.

Illustratore vicentino, classe 1976, dal curriculum davvero impressionante: Warner Bros, Adidas, Puma (solo per citarne alcuni), ma anche Disney, Ferrari e Lavazza. E la lista è ancora lunghissima.

Quella di Ale Giorgini, insomma, è una vita frenetica, fatta di mille lavori in corso e una versione 2.0 del progetto « Intervallo », raccontatoci in questa intervista ben precedente alla pandemia.

Per FUD, così come Mauro Gatti con il BEC BURGHER, Giorgini ha reinterpretato il Parmigiana Burgher con il suo inconfondibile stile. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente e ci siamo fatti raccontare qualcosa di più.

Com’è nata l’illustrazione del Parmigiana Burgher? E più in generale come nascono i tuoi disegni, cosa ti ispira.
Volevo che sembrasse uno di quei vecchi manifesti vintage americani che pubblicizzavano località esotiche, ma che invece di remoti luoghi caraibici raccontasse di un’altra bellissima isola: la Sicilia.

Proprio come per FUD con il suo “fuddese”, volevo creare qualcosa che visivamente richiamasse la cultura americana, ma traducendolo in italiano, aggiungendo i nostri sapori e i nostri colori. Nei miei disegni mi piace miscelare concetti e forme, con linee che non fanno capire dove finisca una cosa e ne cominci un’altra. Penso che viaggi e cibo siano due cose che stanno davvero molto bene insieme.

8.000 km in 60 giorni. Come nasce l’idea di un viaggio illustrato e cosa ti ha lasciato (oltre alle illustrazioni ovviamente) questo progetto? In questo viaggio quale città / luogo hai amato di più e perché.

Intervallo è esattamente quello che sembra: una vacanza. Una lunga pausa dalla frenesia del lavoro dalla routine quotidiana. Ma proprio come quando andavo a scuola, avevo bisogno di un po’ di compiti per le vacanze per non rischiare di oziare tutto il tempo (perché sono davvero molto bravo ad oziare). Volevo trovare un equilibrio fra la necessità di riposo (che era tanta), il mio lavoro (che non volevo “dimenticare”) e la voglia di fare il turista in luoghi che non avevo mai visto. Così mi sono inventato un diario di viaggio realizzato disegnando sulle fotografie che scattavo qua e là.

L’ho chiamato Intervallo perché è stata la mia lunga pausa dal lavoro e perché da piccolo ero affascinato dallo storico « Intervallo » della Rai che mandava ogni sera in rotazione una sequenza di cartoline: foto in bianco e nero che ritraevano città, borghi e panorami italiani.

Durante le giornate del mio Intervallo facevo lo stesso: fotografavo qualcosa che mi colpiva, ma aggiungevo qualcosa di disegnato, scrivevo una breve didascalia e pubblicavo il tutto sui miei social network. Alla fine quello che è iniziato come un gioco e che non sapevo se sarebbe durato per tutto il viaggio, è diventato una collezione di più di 80 immagini e poi trasformata in una mostra ospitata dall’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo lo scorso Novembre (n.d 2018).

Sono stati due mesi incredibili che mi hanno permesso di ricaricare le energie (soprattutto quelle creative) e mi hanno portato a visitare luoghi meravigliosi. Non saprei davvero dire quale città mi sia piaciuta di più: ho amato allo stesso modo il mare blu della Puglia e le distese verdi dell’Olanda, mi sono emozionato passeggiando fra i vicoli di Viterbo come fra le strade della città vecchia di Praga, sono rimasto rapito dal fascino decadente dall’area industriale di Eindhoven e dalla regalità del centro storico di Vienna. Mi porto dentro ogni luogo che ho visto, ciascuno per motivi diversi. Spero di riuscire presto a prendermi un altro Intervallo. Magari proprio in Sicilia.

Tante conferme, tanti riconoscimenti raggiunti. Hai ancora un sogno nel cassetto da realizzare?
Quel cassetto è pieno di progetti, idee e obiettivi legati al mio lavoro. Ma devo dire che negli ultimi tempi sto cercando di dedicare più tempo a me stesso, alla mia famiglia e alle cose “normali”. Credo di avere già realizzato il sogno che era in cima alla lista: fare il lavoro che ho sempre desiderato fare. É stato un sogno che per concretizzarsi ha avuto bisogno di fortuna, ma anche di tanto, tanto, tanto lavoro e tanta fatica. Probabilmente ora il mio obiettivo è quello di riuscire finalmente a trovare una saggia lentezza nel fare le cose.

Se potessi rappresentare te stesso come un alimento quale sceglieresti e perché?
La pizza. Davvero devo spiegare perché?

Chiudiamo con un grande classico: che consiglio daresti a un ragazzo che volesse intraprendere questa carriera.
Gli direi di ricordarsi sempre che questa professione non è una missione, ma un lavoro.