Manna, un tesoro ritrovato

13 febbraio

Ecco come Giulio ha salvato questa antica tradizione

In Sicilia esiste un albero magico. Una volta era diffuso in tutto il mediterraneo, oggi cresce quasi esclusivamente in una piccola vallata nel cuore delle Madonie, tra Castelbuono e Pollina. Per la maggior parte dei mesi dell’anno il Fraxinus Ornus può sembrare un comunissimo frassino, ma è tra luglio e agosto che l’Orniello compie la sua magia. Un solco sulla corteccia, o meglio ‘na ntacca’, e dal frassino comincia a sgorgare una preziosa linfa: la manna, che da queste parti non è una reminiscenza biblica e non cade dal cielo, ma sgorga giù dagli alberi.

La manna è un dolcificante buonissimo! Sa di zucchero ma anche di terra e legno, ha un forte sentore vegetale e sul fondo puoi sentire anche una nota mielata. L’odore è molto blando e ricorda vagamente il muschio o il legno bagnato. Se ne metti un pezzetto in bocca si scioglie velocemente lasciando una sorta di velluto sul palato. La forma più comune con cui viene commercializzata è quella del “cannolo”, un’invenzione di un produttore a cui Fud Bottega Sicula è molto affezionata: Giulio Gerardi.

I cannoli di manna sono la parte più pregiata della raccolta stagionale. Una volta venivano prodotti in bassa quantità e in modo piuttosto accidentale oggi invece, grazie a Giulio che ha sperimentato e condiviso con tutti gli altri frassinocultori un metodo per aumentarne la resa, questo prodotto è rinato assicurando una maggiore qualità e quindi un mercato solido e un prezzo di vendita equo.

Come spesso accade, la brillante intuizione di Giulio è nata per caso: “Una sera, prima di tornare in paese, salutai mia madre che stava rammendando dei pantaloni. Passando nel campo vidi un ramo che faceva un gomito, dove stava gocciolando della manna. Tornai di corsa indietro, presi la spagnoletta di filo, tornai dal frassino e feci in modo che il nodo corrispondesse alla goccia. Poiché il filo svolazzava, presi una pietra da terra e gliela legai sul fondo. Al mattino trovai un piccolo cannolo, sottile, minuscolo ma era lì, rappreso attorno al filo. Capii che quella era la soluzione. Ritornai in paese, comprai dieci spagnolette e iniziai a legare il filo agli alberi”.

La manna oggi: dall’intuizione al Presidio Slow Food

Oggi grazie al lavoro del nostro produttore, tanti giovani frassinoculturi hanno ripreso a prendersi cura dei boschi della vallata ed è stato creato un apposito presidio Slow Food per tutelare l’autenticità e l’artigianalità di questo prezioso prodotto.

La manna si usa in pasticceria per produrre biscotti, torte e panettoni e mangiarla pura è un’esperienza da provare almeno una volta nella vita, ma a noi di Fud piace gustarla soprattutto nella sua versione alcolica, un’altra invenzione di Giulio a cui siamo letteralmente devoti.

Il liquore di manna, nella ricetta originale di questo canuto vecchietto è un prodotto di cui siamo davvero orgogliosi.

Fud Bottega Sicula, mi ha sostenuto e aiutato nella realizzazione del mio liquore. Mi ha messo in contatto con un produttore artigianale a cui ho affidato la mia ricetta contadina. Prima ne realizzavo solo poche bottiglie esclusivamente per me e per i miei amici, ma quando Andrea Graziano ha assaggiato il mio liquore è letteralmente impazzito e mi ha convinto ad avviare la produzione, se non fosse stato per lui questa ricetta sarebbe rimasta nascosta tra le valli delle Madonie e riservata a pochi eletti, oggi sono contento che molte più persone conoscano la manna e la tradizione contadina che c’è dietro e che le mie bottiglie e i miei cannoli siano arrivati così lontano, anche a Milano!”

 

Credit Foto: Ernesto Brambilla

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