Nino Barraco, l’artigiano del vino si racconta

3 Ottobre

Per me non esiste un vino perfetto, esiste un vino che esprime un territorio, un’annata, un momento. I vini non possono essere sempre uguali perché ogni anno è sempre diverso, e se ci sono delle note dissonanti significa che quel vino ha personalità e fanno parte della sua bellezza complessiva, che contempla anche l’imperfezione. Quando inizio a produrre il vino non so già che cosa sarà, cerco di assecondare la natura di quella singola vigna.”

Solo 15 ettari, divisi in appezzamenti di piccole dimensioni, sparsi tra le diverse contrade Marsala e provincia. Ogni contrada, ogni vigna, ogni uva è diversa, ma tutte nascono e crescono sotto l’influsso benefico del mare. I vini di Nino Barraco portano con sé il ricordo della salsedine, hanno l’odore del mare portato dal vento di maestrale e scirocco tra i vigneti e la sapidità di una terra che già dai fenici era dedita alla produzione di un bene prezioso: il sale.

I vitigni non possono che essere quelli autoctoni e vengono vinificati in purezza per valorizzare al meglio ogni sfumatura, si producono soprattutto bianchi come il Catarratto, il Grillo e lo Zibibbo e qualche rosso come il Nero d’Avola e il Perricone che da queste parti chiamano Pignatello.

Nino Barraco è un vero artigiano del vino, da solo segue tutta la produzione delle poche e preziose bottiglie che sono rappresentazione diretta della sua filosofia agricola e di vita.

“Ho un rapporto viscerale con i miei vini, mi occupo di tutto io in prima persona dal terreno, all’impianto, alla vigna, fino alla cantina. Conosco ogni singolo particolare dei miei vigneti e questo fa sì che io riesca a interpretare ogni uva al meglio, secondo la vocazione di ogni singola pianta.”

La mano di Nino segue ogni singolo vitigno accompagnato da pratiche enologiche tradizionali. Basta un sorso per rendersi conto di quanto lavoro e quanta cultura c’è in ogni singolo gesto, i suoi vini oggi si definirebbero “naturali”.

Ma a me le etichette troppo restrittive non sono mai piaciute, per me dire che un vino è naturale è come negare il lavoro e la sapienza che c’è dietro una vendemmia. Il vino non è affatto un fatto naturale, non piove dal cielo, è un prodotto culturale.”

Fermentazioni spontanee, macerazioni sulle bucce, operazioni di cantina fuori da ogni protocollo costituiscono la sua identità di interprete libero all’interno di un territorio particolarmente vocato. Il carattere artigianale dei suoi vini è garantito dalle piccolissime dimensioni dell’azienda e dal controllo esclusivo da parte di Nino di tutte le pratiche agronomiche ed enologiche.

Io in primis mi sento un contadino, perché il rapporto diretto che ho con la terra mi consente di produrre vita per il mio territorio, per questo non uso pesticidi o diserbanti ma cerco di produrre tutto ciò che la natura può darmi compreso grano, origano e miele.

Le sue sono continue ricerche e sperimentazioni finalizzate al raggiungimento di una interpretazione del vino sempre più fedele al luogo, al microclima e all’esperienza umana che lo producono. Nei vini di Nino Barraco c’è un filo conduttore filosofico e personale che è facile cogliere ed è difficile dimenticare. Nino non ama scorciatoie, espedienti o trucchetti tecnici. Sa bene che così facendo i vini ottenuti saranno espressione pura del vitigno, del territorio e dell’annata. Un produttore artigiano, quindi, dalla filosofia essenziale e pura.

Un produttore così artigianale che non poteva mancare nella carta di vini proposti da FUD e che rispecchia a pieno quello che ci piace rappresentare. Un’amicizia quella tra Nino Barraco e Andrea Graziano nata nel 2009 sfociata poi con il progetto Fud Bottega Sicula in una relazione commerciale.

Andrea è stato uno dei primi a credere nei miei vini, lo conosco da molto tempo ed è stato un precursore perché all’inizio far comprendere questa nuova filosofia di vino non era facile. Essere presente da Fud mi ha dato grande visibilità nel momento in cui non c’era molto posto nella ristorazione per vini come i miei.”

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