Alla scoperta della “vinciatutti”, la mandorla autoctona, dal nome insolito, riscoperta da Giuseppe Vetriolo

12 settembre

La nostra terra è benedetta, la nostra terra produce tutto quello di cui abbiamo bisogno. Mio padre ha nel corso della sua vita comprato con tanti sacrifici, pezzettino dopo pezzettino, i 50 ettari che oggi costituiscono la nostra azienda agricola. Fare conoscere la bontà della nostra mandorla oltre gli stretti confini della nostra piccola provincia è il regalo più bello che posso fargli, così ogni volta che guardo l’espressione felice di che assaggia le nostre mandorle mi si riempie il cuore di gioia.

E come potrebbe non essere così? Come si fa a non assumere un’espressione di golosa felicità quando si addenta una mandorla? Probabilmente il frutto più goloso che la terra siciliana da secoli produce. Indissolubilmente legate al paesaggio dell’entroterra isolano, profumate e carnose, lisce e morbide come due labbra che si schiudono. Le mandorle sono figlie del sole e della terra sabbiosa. Il loro aroma inebriante sa di primavera, quando sulle colline di Barrafranca tutto si imbianca per festeggiare la rinascita del mandorlo. Gli alberi secchi e spogli tornano improvvisamente a riempirsi di fecondità e fiore dopo fiore, lasceranno il posto al frutto verde e vellutato.

Le mandorle verdi hanno il sapore della giovinezza, trasudano il loro prezioso latte bianco ogni volta che si tenta con i denti di separarle dal mallo appiccicoso. Le mandorle verdi sono uno straordinario dono della natura ma è sotto il sole cocente dell’estate siciliana che il frutto nobile del prunus dulcis esprime tutta la sua aromaticità.

Tradizionalmente le mandorle venivano lasciate al sole ad essiccare nelle calde giornate estive, dopo essere state privata della prima “scorcia”, ovvero il mallo. Un lavoro generalmente affidato alle donne che in cambio di intere giornate di lavoro potevano portare a casa, quando andava bene, qualche manciata di mandorle, i bambini venivano invece retribuiti in “scorcie” le bucce verdi che venivano bruciate per ottenere una cenere finissima, che mescolata alla soda dava origine ad una sorta di sapone con cui lavare i panni. Una vita ecologicamente sostenibile ma indubbiamente faticosa.

Oggi il processo produttivo della mandorla è sicuramene più umano e Barrafranca è uno dei distretti più importanti in Italia per la produzione di questo prezioso frutto. Qui sulle colline, a circa 600 metri sul livello del mare, tra la terra arida che si spacca sotto il sole, cinque secoli fa fu ritrovato un crocifisso ligneo che ancor oggi viene portato in processione durante la festa del santo patrono.

In questi terreni benedetti dal questo sacro ritrovamento sorge l’azienda di Giuseppe Vetriolo che oggi, insieme alle sorelle Stella e Samantha produce oltre 200 quintali l’anno di mandorle. La cultivar è quasi esclusivamente quella autoctona che da queste parti si chiama “vinci a tutti”.

I nome di questa mandorla deriva dalla sua grande capacità produttiva, nelle annate di carica questa cultivar offre una produzione spettacolare – racconta Giuseppe – è tipica del nostro territorio, si riconosce per la sua forma a cuore e per la sua particolare dolcezza. Barrafranca oggi è il comprensorio più importante e produttivo d’Italia per la coltivazione delle mandorle, ma da noi la mandorla è sempre stata fondamentale per tutta l’economia, basti pensare che il crocefisso del nostro patrono, ritrovato su quelli che oggi sono i nostri terreni, viene portato in processione su una raggera lignea a forma di mandorla.”

Una tradizione quella della coltivazione e della raccolta della mandorla che incontra la leggenda e la devozione popolare e che racconta del rapporto strettissimo tra la terra e i contadini che abitano le zone della Sicilia che non conoscono il mare. Un amore autentico fatto di sudore e mani sporche, un racconto che si rinnova e oggi diventa ricchezza tangibile per chi sul quel territorio, come Giuseppe, ha saputo credere e investire, mettendo da parte gli studi in legge e aprendosi al mondo dell’innovazione.

E così che l’antica varietà della mandorla di Barrafranca si arricchisce di aromi, incontra le spezie e le nuove ricette della contemporaneità che la rendono regina dell’aperitivo anche grazie allo zampino di FUD.

Uno dei primi estimatori della nostra mandorla è stato Andrea Graziano, lui ci ha aiutato ad entrare nel mondo della ristorazione che conta. Insieme a lui abbiamo sviluppato tante ricette di successo, le mandorle aromatizzate allo zenzero, quelle caramellate al rosmarino e quelle a cacao. Ma il nostro prodotto più amato viene da un’idea e da un viaggio in Spagna di Andrea: una mandorla pelata e fritta che asciughiamo e saliamo per mantenere tutta la sua croccantezza, una ricetta di origine spagnola che abbiamo applicato alle nostre mandorle autoctone. Chi le assaggia non riesce più a farne a meno, creano dipendenza!”

Da Fud utilizziamo esclusivamente mandorle fornite da Giuseppe Vetriolo, quelle fritte e quelle allo zenzero accompagnano i nostri aperitivi e sono la nostra droga preferita. Per i veri addicted sono disponibili anche in barattolo insieme alle mandorle caramellate al rosmarino e alla versione dolce ricoperte al cacao, per portare a casa una dose di golosità da consumare ogni volta che vuoi.

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